Indice Axolotl

Introduzione
Neotenia
Rigenerazione
Allevamento
Vasca

Materiale per il fondale

Arredamento

Filtro

Ospiti particolari

Condizioni chmico-fisiche dell'acqua

Temperatura e refrigerazione
Alimentazione
Riproduzione
Etologia

Malattie

Per info contattare Manuel





ALLEVAMENTO :

- VASCA:

Vista la totale acquaticità di questi animali un acquario va benissimo anche se le consuete misure non sono certo ottimali in quanto gli acquari in commercio sono spesso troppo stretti e alti per le effettive esigenze di questo anfibio. La vasca ideale deve avvicinarsi il più possibile al quadrato in quanto la cosa importante è la superficie sfruttabile e non il l’altezza totale. Per i miei 10 esemplari ho utilizzato una vasca da accrescimento 60x60x40h = 50 l circa per i primi mesi per poi arrivare nella vasca da allevamento un 120x120x50h = 570 l

Oltre ad offrire abbondante spazio agli animali, una vasca del genere risulta ideale anche per il fatto di avere una abbondante superficie per gli scambi gassosi.
Viene stimata una capienza minima di 50 l per ogni coppia di adulti; io consiglio comunque di mantenersi su litraggi più abbondanti, minimo 100 litri in quanto vengono così garantite condizione chimiche dell’acqua più stabili e durature. Nella mia vasca da accrescimento 60x60x40h sono riuscito a portare 10 esemplari di 4-5 cm a oltre 12-15 cm in pochi mesi, ma le manutenzioni per forza di cose dovevano essere frequenti con cambi bi-settimanali del 50% dell’acqua e quotidiane sifonature del fondo per eliminare feci e cibo non consumato.
Una volta trasferiti nella vasca da allevamento 120 x120x50h i miei interventi si sono ridotti ad un cambio del 30-40% una volta al mese, mantenendo condizioni chimiche praticamente perfette.

Condizioni sfavorevoli ci vengono comunque segnalate dai nostri ospiti che in penuria di ossigeno nuotano frequentemente nella vicinanza della superficie per prendere abbondanti boccate d’aria e per ossigenare le branchie incapaci di estrarre la necessaria quantità di ossigeno dall’acqua.
Analogamente l’inappetenza è un segnale premonitore che qualcosa nella qualità dell’acqua non và.
Anche visivamente quando l’acqua risulta torbida e lattiginosa è segno evidente di un eccesso di sostanze organiche che dovranno essere rimosse il prima possibile mediante cambio parziale e miglioramento del filtraggio

Una caratteristica senza dubbio inconsueta è la coesistenza di un apparato polmonare rudimentale, costituito da due sacche non molto estese, ed un apparato branchiale esterno molto sviluppato. Non è da escludere che l'abitudine di prendere aria in superficie possa servire anche a riempire questi polmoni che mantengono, anche se minime, delle funzioni respiratorie.



Lo schema sopra riportato evidenzia molte affinità tra il sistema circolatorio larvale degli anfibi e quello dell'Axolotl.

- MATERIALE PER IL FONDALE

Per iniziare parliamo del materiale che costituirà il fondo della vasca.
Il tradizionale ghiaietto siliceo a grana fine va categoricamente evitato in quanto potrebbe essere ingerito involontariamente dagli animali causando gravi lesioni intestinali.
Infatti gli Axolotl ricercano il cibo guidati prevalentemente dall’olfatto perlustrando il fondo ed una volta individuata la possibile preda spalancano la cavità orale, in un modo simile alle cernie, creando una depressione all’interno e risucchiando la potenziale vittima e tutto quello che c’è appresso !!
Nel caso sia ingerita un po’ di terra o della sabbia non sussiste alcun problema, in quanto sarà eliminata con le feci ma nel caso del ghiaietto le conseguenze possono essere ben peggiori.
Come materiale consiglio dunque del ghiaietto grossolano ben arrotondato di fiume di uno spessore di almeno 8-10 cm per permettere ai detriti di sedimentarsi ed essere successivamente smaltiti dai batteri presenti nella vasca.
Infatti anche il materiale di fondo partecipa attivamente alla colonizzazione batterica e diviene parte integrante del filtro biologico.
Risulta altrettanto chiaro come sia però impossibile nutrire gli Axolotl sul ghiaietto in quanto il cibo finirebbe rapidamente tra le fessure venutesi a creare ed inquinerebbe l’acqua.
Da qui l’esigenza di introdurre in vasca lastre di travertino o più semplicemente piastrelle da esterno, come da me adottate, sulle quali posare il cibo.
Peccato che nel mio caso questo espediente si è poi rilevato un totale fallimento!!!!
Infatti una volta sulla piastrella, presi dalla frenesia alimentare, tra una boccata e una codata i miei axolotl sono riusciti a spargere il cibo ovunque.
Una pratica soluzione può consistere nel sotterrare tra la ghiaia una ampia teglia da cucina di ceramica, meglio però se di vetro in quanto rimane praticamente invisibile, nella quale depositare il cibo.
Nonostante neanche questa soluzione garantisca la permanenza totale del cibo nella sede ne limita però notevolmente le fuoriuscite. Dopo una iniziale timidezza nei confronti del nuovo arredo i miei esemplari hanno iniziato a recarsi li per i pasti e qualche volta anche per la notte.
La fine dei problemi col cibo arriverà solamente quando gli esemplari saranno adulti ed in grado di divorare prede di dimensioni tali da non poter sprofondare tra le fessure create dalla ghiaia.
Per quanto riguarda la vasca di accrescimento ho preferito eliminare totalmente il materiale di fondo per permettere di alimentare più facilmente i giovanissimi nuovi arrivati e nello stesso tempo facilitare la sifonatura del fondo. Vi assicuro che in meno di 10 minuti avevo rimosso il cibo non consumato, tolto la sporcizia, cambiato l’acqua e visto che queste erano operazioni di routine durante la settimana, un notevole risparmio di tempo non è da sottovalutare.

LE PIANTE

Nell'allestimento della mia vasca ho utilizzato le seguenti piante :


Egeria (Elodea) densa

Lemna minor


Pistia stratiotes

Trapa natans

Eichhornia crassipes



ARREDAMENTO

La cosa più importante è cercare di ricreare un ambiente il più possibile naturale senza sacrificare troppo la praticità della vasca. Ho inserito nella vasca rocce rigorosamente arrotondate e prive di spigoli pericolosi e legni di torbiera creando numerosi anfratti; in questo modo, poco alla volta, i miei esemplari hanno imparato a vincere la naturale timidezza ed hanno preso confidenza con l’ambiente circostante. Come consigliato da molti testi ho lasciato un abbondante spazio libero per il nuoto facendo sfumare gradualmente l’arredamento dalla zona centrale a quelle più periferiche della vasca ma senza lasciare zone troppo “nude”, in quando queste venivano sistematicamente evitate.
Molto importante è anche una fitta vegetazione galleggiante che serve a diluire la luce. I miei esemplari non si sono mai dimostrati troppo irruenti con le piante sul fondo, ma la luce ideale a non infastidire troppo questi anfibi dalle abitudini crepuscolari è quasi sempre insufficiente a permettere la sopravvivenza di quasi tutte le specie radicate sul fondo.



FILTRO

Per animali che arrivano tranquillamente a 20-25 cm di lunghezza con un’alimentazione prettamente carnivora, il filtraggio riveste un ruolo fondamentale. Gli Axolotl infatti producono grandi quantità di ammoniaca con le feci (urine) ed i livelli di nitrati tendono ad aumentare rapidamente.
Nella vasca da accrescimento ho sperimentato vari modelli di filtri a cartuccia (interni) ma con risultati deludenti, per cui sono passato ad un ben più voluminoso filtro esterno a bauletto suddiviso in tre ceste ad incastro con i seguenti materiali in successione dal primo all’ultimo, in base al passaggio dell’acqua.

1) lana sintetica

2) carbone attivo

3) cannolicchi di ceramica

Il tutto azionato da una pompa abbastanza potente.
Con questo filtro sono riuscito a mantenere l’acqua pulita nonostante l’abbondante popolazione.

Estremamente importante è ridurre al minimo la turbolenza prodotta dalla pompa del filtro in quanto gli Axolotl vivendo in un lago dove l’acqua è ferma hanno sviluppato un particolare organo di senso molto primitivo ma estremamente utile in questi ambienti: la linea laterale.
Mediante questo organo sono in grado di percepire tutti i movimenti che avvengono nelle vicinanze del proprio corpo, come il passaggio di una preda o di un eventuale predatore.
Un eccessivo movimento dell’acqua manda in crisi questo delicato sistema divenendo fonte di stress con conseguenze negative sulla longevità dei nostri esemplari.
Io sono riuscito a ridurre notevolmente la turbolenza utilizzando due semplici stratagemmi.
Nella vasca da accrescimento non ho fatto altro che posizionare il tubo di mandata tra un gruppo di rocce, mentre tutto attorno ho posizionato tronchi e piante in modo da smorzare ulteriormente il moto dell’acqua.
Nella vasca da allevamento con una pompa di mandata da 1300 l/h tutto questo non sarebbe stato sufficiente, per cui ho collegato al terminale in uscita dal filtro un lungo tubo di plastica rigida forato per tutta la lunghezza e tappato all'estremità finale, posizionando i fori in modo da creare una corrente discensionale verso il fondo.
Per l’acqua proveniente dal refrigeratore, azionata da una pompa da ben 2500 l/h, ho risolto il problema semplicemente utilizzando uno snodo ad u e facendo fluire l’acqua in un angolo della vasca tra un cumulo di rocce.
E' chiaro che tutti i tubi di uscita vanno sistemati nel punto più distante possibile dalla zona di stazionamento e alimentazione dei nostri Axolotl.

Differente e senza alcun dubbio più efficace è la disposizione dei diversi materiali filtranti nella vasca da allevamento.
Innanzitutto si tratta di un ampio filtro interno a semipercolazione azionato da una pompa sommersa da 1300 l/h
Per semipercolazione si intende quel particolare tipo di filtro nel quale l’acqua oltre a fluire dalle bocchette tradizionali “percola” dalla superficie attraverso una grata, creando un flusso discensionale verso il materiale filtrante.
In questo modo é possibile far pervenire al filtro anche tutte quelle minuscole sostanze che rimangono in superficie ( particelle di grasso, polveri ecc. ecc.) ed inoltre permette l’eliminazione di quella fastidiosa patina biancastra lattiginosa di origine batterica che spesso viene a crearsi nelle vasche ove la turbolenza dell’acqua è bassa.

I materiali filtranti sono cosi ripartiti dall’alto verso il basso :

1) lana sintetica

2) spugna

3) carbone attivo + chips filtranti

4) spugna

5) bools multilivello

6) cannolicchi porosi

7) cannolicchi tradizionali


Con un filtro del genere, nonostante la popolazione ed il nutrimento altamente inquinante, sono riuscito a tenere sotto controllo nitriti e nitrati senza nessun problema.
Molto importante è anche il periodo di maturazione del filtro biologico: tra l’allestimento e la successiva immissione degli animali devono passare come minimo 15 giorni, un mese sarebbe meglio, per permettere l’instaurarsi di colonie batteriche sufficienti a sopportare l’alto carico organico prodotto dagli Axoltl.
In questo periodo aggiungo ogni 3-4 giorni dosi di batteri per aiutare l’avvio del filtro. L’unica garanzia di stabilità chimica ci viene data da un’abbondante fauna batterica supportata da un efficiente filtro biologico. In un ecosistema chiuso quale l’acquario gli unici alleati che abbiamo per garantire una stabilità qualitativa dell’acqua sono i batteri e i cambi parziali. Un nuovo strumento può tuttavia offrire nuove potenzialità ed è il biodenitratore: con questo macchinario è possibile chiudere il ciclo dell’azoto e restituire alla vasca acqua priva di nitrati.
Il principio del denitratore è già ampiamente usato per la depurazione delle acque e lo smaltimento dei rifiuti da molte industrie ma sinceramente in ambito acquariofilo non ho nessun resoconto convincente ed io stesso non ho mai utilizzato questa attrezzatura, per cui prima di dare un giudizio ci vorrà ancora del tempo.


- OSPITI PARTICOLARI
E’ incredibile come in breve tempo la mia vasca sia stata interamente colonizzata da una vasta fauna di copepodi, minuscoli crostacei e vermicelli.

Queste minuscole creature amano sostare principalmente tra gli spazi creati dal ghiaietto e tra le piante acquatiche ma non di rado era possibile scorgerli in acqua libera mentre si spostavano da un luogo all’altro.
Probabilmente le uova o le larve sono state introdotte nella mia vasca tramite le piante prelevate in natura e non trovando in questo ambiente nessun predatore si sono potute sviluppare e riprodurre abbondantemente.
Io sono convinto della positività di questa colonizzazione in quanto forniscono un’ulteriore fonte di decomposizione per i rifiuti e per il cibo non consumato
Tuttavia con le piante è possibile anche introdurre organismi dannosi come parassiti o altro, per cui è sempre meglio fare un po' di attenzione.
Per impedire che queste minuscole creature diventassero cibo ho evitato di somministrare gambusie vive nella vasca da allevamento.
Tra le altre cose ho notato la presenza di alcune idre (potenzialmente pericolose per piccoli pesci ma totalmente innocue per gli Axolotl) che però sono scomparse col passare del tempo, forse per la mancanza di prede o forse per la luce insufficiente a far vivere le alghe simbionti presenti nel loro corpo.
Nonostante io preferisca un acquario iper-tecnologico, in quanto permette un’acqua più stabile ed una drastica diminuzione della manutenzione, nulla vieta di tenere gli Axolotl in vasca priva di filtro a patto che siate disposti a cambi e pulizie quasi giornaliere!!!!

- CONDIZIONI CHIMICO-FISICHE DELL’ACQUA

Gli Axolotl prediligono un’acqua medio dura con abbondanti quantità di sali di calcio e magnesio per cui la maggior parte delle acque di rubinetto nostrane presenta i suddetti requisiti e può essere dunque utilizzata previo stazionamento in appositi contenitori aperti per almeno 48 ore, in modo da eliminare il cloro.
Il cloro infatti può danneggiare l’epidermide e le branchie di questi anfibi compromettendone seriamente il funzionamento ed aprendo così un possibile varco a batteri e funghi.
State attenti però che in qualche acquedotto italiano viene usata cloridina, sostanza molto più stabile in acqua e meno volatile del cloro tradizionale e che impiega molto più tempo per essere eliminata
Una soluzione può essere quella di adottare una osmosi inversa, ormai reperibile ovunque a prezzi modici, che priva l’acqua del cloro e di qualsiasi sostanza nociva, con la pecca però di eliminare anche i sali carbonatici utili al mantenimento della durezza ideale. Per tale motivo queste sostanze dovranno essere aggiunte con uno dei tanti prodotti in commercio per acqua deionizzata.
Tuttavia, data l’abbondante quantità di sali necessari e gli ingenti cambi, può risultare a lungo andare una soluzione costosa.
Dato che la mia acqua di rubinetto ha una durezza fin eccessiva, ho trovato un compromesso miscelando ½ di rubinetto con ½ ad osmosi senza sali aggiunti.
Premetto che è necessario analizzare frequentemente l’acqua di rubinetto per accertarsi che non ci siano tracce rilevanti di nitrati e nitriti ed eventuali metalli pericolosi.
Questi animali pensano benissimo già da soli ad innalzare rapidamente i nitrati in vasca per cui risulta chiaro come sarebbe controproducente immettere acqua nuova già ricca di queste sostanze.

Il pH ideale è compreso tra il 7 ed il 7,5 ma c’è notevole tolleranza anche a valori al di sopra ed al di sotto.
E’ necessaria una buona quantità di ossigeno disciolto che può essere garantita solo tramite un buon filtraggio, cambi regolari di acqua, e temperatura ottimale, nel periodo estivo può essere d’aiuto un aeratore a patto che venga sistemato in modo da non creare troppa turbolenza.

I cambi parziali dell’acqua sono in funzione della popolazione ,della capienza della vasca e del filtraggio ma mai inferiori al 30-40 % una volta al mese.
Ad ogni cambio aggiungo sempre un ottimo biocondizionatore e aggiungo batteri liquidi ad alta concentrazione nella dose per l’installazione di filtri nuovi (la più alta) per il totale dei litri cambiati
Il carbone attivo può risultare utile per l’eliminazione di molte sostanze tossiche di rifiuto, ma ha durata limitata e va sostituito periodicamente ogni 30 giorni.
Anche la lana sintetica nel pre-filtro va sostituita frequentemente mentre le spugne vanno toccate il meno possibile e lavate solo se eccessivamente sporche od ostruite dai detriti.
Se la pulizia del filtro non coincide con i cambi metto una dose extra di batteri al termine di quest’ultima operazione.


TEMPERATURA E REFRIGERAZIONE
La temperatura dell’aria a Xochimilco nel mese più freddo di un anno preso come campione può essere a Gennaio : 70F° max 49F° min , media 56 F° = 12C°circa
Mentre nel mese più caldo Maggio/Giugno: 79F° max 54F° min, media 66 F° = 17C° circa
Visto che un lago tende ad assimilare la media dei valori della temperatura esterna registrati durante l’anno, appare chiaro come la temperatura limite sarà compresa tra i 5 e i 10 C° nel periodo più freddo e raramente oltre 22 C° nel periodo più caldo, mentre per la maggori parte del tempo resterà compresa tra i 12 e i 17C°.
Concordo dunque con l’opinione comune che i valori ottimali per l’allevamento risiedano tra i 14 C° e i 18 C°, ben lontani dalle temperatura abitualmente presenti nelle nostre abitazioni.
Nonostante ciò l’Axolotl è in grado di tollerare temperature anche prossime allo zero, cadendo in uno stato letargico, e superiori ai 26-28 C°.
Va notato però che già a 26C° la digestione risulta compromessa, aumentando i casi di rigurgito e riscontrando cibo non digerito nelle feci.
A 28 C° cadono in una specie di estivazione con diminuzione dell’attività e consistente catabolismo proteico-glucidico divenendo in pratica anoressici!
A 30 C° muoino!
Inoltre temperature troppo elevate abbassano le difese immunitarie e li rendono più suscettibili a malattie ed infezioni.
Ed ora arrivano le note dolenti…nonostante molti allevino questo animale senza REFRIGERATORE io lo considero un elemento FONDAMENTALE!!!
E i fatti mi danno ragione in quanto con la calura estiva molti hanno perso i loro esemplari, e comunque va detto che anche i 20-22C° costanti d’inverno nell’appartamento non sono sicuramente l’ideale.
Personalmente mantengo una temperatura di 17-18C° in inverno mentre nei mesi estivi la porto gradualmente a 22C° in modo da mimare le stagioni e allo stesso tempo non sovraccaricare troppo il refrigeratore, anche se sarebbe benissimo in grado di mantenerla a 15C° con una temperatura ambiente di 30C°.
Sfortunatamente i prezzi dei refrigeratori, nonostante siano calati in questi ultimi anni a causa dell’aumento delle richieste da parte di un pubblico sempre più attento e preoccupato alle esigenze dei propri animali, rimangono tuttora elevati.
Inoltre consiglio di prendere sempre refrigeratori con potenza effettiva superiore alle reali esigenze per evitare di sfruttarli eccessivamente facendoli rimanere accesi per molto tempo con consumi energetici elevati e relativi fastidi sonori!!
Benchè considerato dalla casa costruttrice silenzioso e a norma vi assicuro che quando si accende non è difficile capirlo!!!
L’installazione non è un problema: è sufficiente posizionare il blocco refrigeratore il più vicino possibile al filtro e collegare due tubi uno di entrata ed uno di uscita. Quello di entrata va collegato ad una pompa centrifuga di adeguata portata, sistemata nell’ultimo scomparto del filtro, in modo che arrivi solo acqua pulita mentre il tubo di uscita arriva direttamente nella vasca.
Importante è cercare di ridurre il più possibile la lunghezza dei tubi per non rallentare troppo il passaggio dell’acqua nello scambiatore di calore.
Consiglio di utilizzare tubi al silicone, anche se costano notevolmente di più, hanno una maggior resistenza e sono indeformabili sia esposti al caldo che al freddo dunque sono una ottima garanzia contro le rotture e le perdite.
Accertatevi che la pompa utilizzata per il refrigeratore abbia una potenza e una prevalenza adeguata all’installazione.
Per prevalenza si indica la spinta in verticale che una pompa può sostenere ed è riconducibile alla distanza in verticale tra la pompa e lo scambiatore, se per esempio il valore è 100 cm significa che tra la pompa ed il refrigeratore non ci deve essere un dislivello superiore al metro.
Io consiglio di acquistare refrigeratori con un delta termico di almeno 10 (15 sarebbe meglio).
Per delta termico si intende la differenza di temperatura che il refrigeratore può ottenere tra temperatura ambiente e temperatura della vasca.
In genere viene preso come valore di riferimento una temperatura ambiente di 30C°, per cui con un delta termico di 10 per una vasca di capacita x si potrà portare la suddetta vasca a 20 C°
La manutenzione va effettuata ogni 6 mesi e non crea particolari problemi: è sufficiente pulire il pre-filtro di aspirazione ed immettere acqua attraverso i tubi nello scambiatore con direzione del flusso contraria a quella di funzionamento.

Io consiglio di acquistare solo marche conosciute e collaudate da anni al fine di evitare cattive sorprese.
A quanto pare la Teco è veramente leader nel settore della refrigerazione e climatizzazione ed ha elaborato differenti modelli adatti alle più svariate necessità.
Per la mia vasca ho utilizzato il modello Ra 680.
Qui di seguito riporto solo alcuni dei modelli della produzione rimandandovi al sito per ulteriori informazioni tecniche o acquisti.

Estremamente affidabile e sicuro in quanto funzionante a bassa tensione di alimentazione (24V cc)

· Atossico, silenzioso ed ecologico nel pieno rispetto ambientale
· Privo di gas refrigerante
· Immune ai disturbi e privo di emissioni elettromagnetiche
· Controllo elettronico sia del caldo che del freddo
· Consumi energetici ridottissimi
· Estremamente leggero (2,8 kg)
· Supercompatto al fine di permettere la collocazione anche in spazi ridotti
· Di facile e rapida installazione
· Prezzo decisamente contenuto
· Omologazione norme CE
· Polizza Assicurativa Internazionale "RC Prodotti"
· Garanzia 12 mesi

Refrigeratori e climatizzatori portatili per acquari Modd. RA - CA

I refrigeratori per acquari “RA” sono indispensabili quando si presenti la necessità di diminuire e/o mantenere la temperatura in un habitat acquatico.
I climatizzatori per acquari “CA” oltre a refrigerare possono anche riscaldare. Per garantire la massima sicurezza, il sistema utilizzato per riscaldare l’acqua non è a diretto contatto con il liquido e, come per la refrigerazione, il raggiungimento della temperatura è omogeneo e graduale per evitare dannosi shock termici al sistema biologico

Utilizzo sia per acqua dolce che salata.
Gestione elettronica e visualizzazione costante della temperatura dell’acqua trattata per mezzo di un termostato/termometro digitale ad alta precisione
Atossici, ecologici e silenziosi nel pieno rispetto ambientale.
Portatili compatti, di facile e rapida installazione.
Discreti e dal design accattivante per essere collocati in qualsiasi ambiente.
Affidabili e con consumi energetici ridotti.
Omologazione a Norma CE.
Polizza Assicurativa Internazionale “RC Prodotti”.
Garanzia 12 Mesi.

Come usare i diagrammi

Esempio:

Nel caso si possedesse un acquario della capacità di litri 250 e lo si volesse portare ad una temperatura di 20°C, si potrà effettuare la ricerca portandosi sul primo diagramma (RA/CA200).
Tracciare una linea verticale nell'asse "X", quindi una linea orizzontale dai 250 litri indicati sull'asse "Y"; verificare ora se il punto di intersezione è compreso all'interno della curva di utilizzo.
In questo caso il punto di intersezione cade al di fuori della curva, per cui si dovrà ripetere la prova sul diagramma successivo (RA/CA240). In questo caso è facilmente verificabile che il punto di intersezione è perfettamente compreso all'interno della curva di utilizzo, quindi è possibile concludere che per portare a 20°C la temperatura di un acquario da 250 litri occorrerà possedere un modello RA240 o CA240
1. Nel caso si disponesse di un acquario in vetrocamera o di una vasca isolata, occorrerà moltiplicare la capacità richiesta per il fattore 0,5 quindi effettuare la normale ricerca sul diagramma.
2. I diagrammi sono basati su un sistema di ricircolo acqua con flusso minimo indicato nelle caratteristiche di ogni singolo prodotto.
3. I diagrammi sono stati realizzati considerando una temperatura ambiente di +30°C (86°F) con acquari o vasche in vetro normale. Se la temperatura ambiente è più alta contatta il tuo rivenditore per consigli.

Molti degli accessori per acquari riscaldano attivamente l'acqua del sistema. Se la Vostra vasca utilizza molti accessori quali le pompe, e/o molte luci fluorescenti o a incandescenza o a ioduri metallici, è fortemente consigliato utilizzare il modello successivo a quello ricavato dai diagrammi.
Non utilizzare mai il refrigeratore su un acquario più grande o tentare di raggiungere una temperatura più bassa di quella indicata dai diagrammi. Se i prodotti sono utilizzati impropriamente non funzioneranno in modo corretto e la loro garanzia potrebbe essere invalidata.
Se avete qualche dubbio, prima del Vostro acquisto, contattate il Vostro rivenditore o TECO.


clicca sull'immagine per vedere i diagrammi ingranditi

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