Indice Axolotl

Introduzione
Neotenia
Rigenerazione
Allevamento
Vasca

Materiale per il fondale

Arredamento

Filtro

Ospiti particolari

Condizioni chmico-fisiche dell'acqua

Temperatura e refrigerazione
Alimentazione
Riproduzione
Etologia

Malattie

Per info contattare Manuel





NEOTENIA :
Con questo termine si indica la facoltà di questo anfibio di rimanere allo stadio larvale per tutta la vita riuscendo a riprodursi senza compiere la metamorfosi e non abbandonando mai l’ambiente acquatico. E’ come se un girino riuscisse a riprodursi senza divenire mai rana.
Infatti la peculiarità di tutti gli anfibi consiste proprio nel passaggio dallo stadio larvale prettamente acquatico, con respirazione branchiale, a quello adulto a respirazione polmonare e vita parzialmente terrestre.
La dipendenza dall’ambiente acquatico però permane quasi sempre anche nell’adulto sia per la riproduzione sia per il fatto che la maggior parte degli anfibi mal sopportano la disidratazione a causa di un’epidermide estremamente sottile e vascolarizzata, caratterizzata da importanti funzioni respiratorie tanto da essere direttamente interessata da un tratto circolatorio speciale (vene cutanee : parva e magna che sboccano nelle succlavie).


Il tegumento degli anfibi, analogamente a quello dei mammiferi, è costituito da diversi piani cellulari di cui il più profondo è il germinativo.
Man mano che gli strati divengono più superficiali aumentano i processi di cheratinizzazione però senza mai arrivare alla morte cellulare; ne deriva una barriera imperfetta capace di cedere anidride carbonica e assorbire ossigeno.
Il rovescio della medaglia sta proprio nel fatto che una cute cosi "VIVA" è facilmente suscettibile alla disidratazione.
Proprio per questo ,come nel Bufo bufo, man mano che diminuisce la dipendenza dall'ambiente acquatico aumenta la cheratinizzazione degli strati alti e aumenta in egual misura la facoltà di riassorbire l'acqua da certe parti del corpo come la superficie ventrale e la cloaca.
La neotenia è dovuta ad un mal funzionamento dell’asse "ipotalamo-ipofisi-tiroide" con conseguente diminuzione nella secrezione di ormoni tiroidei come la tiroxina da parte della tiroide.
La somministrazione di polpa di tiroide o di ormoni tiroidei sintetici (Eutirox) causa la metamorfosi completa di questo animale con conseguente passaggio alla vita terrestre.
Questo tipo di neotenia viene dunque definita neotenia "facoltativa" mentre in altre specie come il Proteo e il Necturus maculosus la neotenia è diventata "obbligatoria" in quanto nemmeno la somministrazione di ormoni è in grado di innescare la metamorfosi.
Alcuni ricercatori però sostengono che la metamorfosi indotta artificialmente influisca negativamente sulla longevità di questo anfibio, che normalmente può raggiungere i 20 -25 anni di età.
Pare che gli esemplari che abbiano raggiunto la maturità sessuale risultino fortemente penalizzati in termini di longevità dalla metamorfosi forzata, arrivando spesso a non superare nemmeno i due anni.
La causa primaria sembra risiedere in un disinteresse nei confronti del cibo e in una drastica caduta delle difese immunitarie che oltretutto li rende maggiormente predisposti a malattie tumorali.
Molti allevatori sostengono che per aumentare l'istinto predatorio sia molto utile continuare ad alimentare le salamandre metamorfosate nell'ambiente acquatico con livello dell'acqua non superiore ai 2/3 dell'altezza dell'animale.
Tuttavia in esemplari giovani, non ancora sessualmente sviluppati, questi inconvenienti non vengono quasi mai riscontrati e la giovani salamandre vivono una vita normale molto simile a quella del tigrinum anche se di durata complessiva nettamente inferiore.
E’ stato stimato che in media un Axolotl ogni 10.000 metamorfosa naturalmente mentre il suo più stretto parente l’Ambystoma tigrinum compie la metamorfosi abitualmente e la neotenia si verifica solo sporadicamente.
Distinguere il tigrinum dal mexicanum (Axolotl) non è certo semplice per un neofita. Le uniche differenze evidenti, infatti risiedono nella maggiore taglia dell’adulto che nel primo caso può raggiungere i 30-35 cm di lunghezza; visto che in commercio si trovano quasi sempre esemplari giovani bisogna essere sicuri di cosa si stia acquistando e rivolgersi solo a persone qualificate munite di certificati CITES; si tratta sempre e comunque di una specie protetta e merita qualche attenzione in più!
Condizioni di stress alto e prolungato come: aumento eccessivo della temperatura, penuria d’acqua, sovrapopolazione, cattive condizioni chimiche dell’acquario nell’Axolotl possono innescare spontaneamente la metamorfosi.
La metamorfosi é comunque accompagnata da segnali evidenti come inappetenza e alterata risposta agli stimoli esterni.
Risulta chiaro come tutti questi fattori negativi possano essere scambiati dall’animale come una situazione di rischio imminente di prosciugamento del bacino, per cui l’unica possibilità di sopravvivenza è abbandonare l’ambiente acquatico e cercare condizioni favorevoli altrove.
Tuttavia non consiglio questo espediente per indurre la metamorfosi in quanto molti esemplari hanno ormai completamente perso la facoltà di metamorfosare e un trattamento del genere finirebbe senza dubbio col causarne la morte.
È oramai noto da anni che lo stress influenza direttamente la secrezione ormonale di tutti gli esseri viventi, aumentando la secrezioni di molti ormoni come adrenalina, noradrenalina, cortisolo , corticosteroidi, e i famosi ormoni tiroidei che in questi animali hanno gli effetti appena descritti.
Un' ennesima prova che la metamorfosi è indotta dagli ormoni secreti dalla tiroide ci viene data da una varietà di Axolotl ottenuta per selezione: la melanoide. Questa si presenta completamente scura, di un nero intenso e vellutato causato da una grande secrezione di melanina, pigmento responsabile della colorazione del tegumento (e dell’abbronzatura nell’uomo): ebbene questa varietà metamorfosa molto più frequentemente di tutte le altre. Perché? La causa risiede in una stretta affinità chimica tra i due ormoni M.S.H. e il T.S.H. che stimolano rispettivamente l’epidermide a secernere melanina e la tiroide a secernere T3 e T4, per cui le possibilità di metamorfosi aumentano notevolmente.
Numerosi studi sono stati fatti in campo sul lago dove vivono per cercare qualche eventuale carenza di elementi atta a giustificare questo insolito comportamento ma una risposta chiara e definitiva non è stata ancora trovata, e gli animali rimangono neotenici anche in acque differenti da quelle naturali.



RIGENERAZIONE :
Tra tutte le peculiarità di questo anfibio questa è in assoluto la più stupefacente. Infatti è in grado di rigenerare parti intere del suo corpo come zampe, coda, branchie e persino l’occhio. Le parti rigenerate sono in tutto e per tutto identiche alle originali e perfettamente funzionanti. Anche altri animali sono in grado di rigenerare parti amputate, ma si tratta quasi sempre di strutture semplici cartilaginee mentre invece nel nostro caso vengono rigenerate ossa , tendini, muscoli con relative connessioni nervose e sensoriali.
Alcuni ritengono di aver visto alcuni esemplari, le cui facoltà rigenerative erano spinte al massimo, con 6 gambe invece che quattro e due teste. Io personalmente non ho mai visto nulla del genere e non lo ritengo nemmeno molto probabile ma ho potuto constatare di prima persona con i miei esemplari appena acquistatati la rigenerazione di gambe intere e pezzi di coda.
Tuttavia un paio di esemplari a cui è stata amputata da un morso una branchia non hanno rigenerato la parte, probabilmente perché il contenuto di O2 disciolto in acqua era ampiamente sufficiente ed una branchia in meno non creava alcun handicap per cui la sua rigenerazione sarebbe stata superflua!

Al contrario quando la percentuale di ossigeno disciolto è scarsa la branchie tendono ad aumentare sia la lunghezza, che il numero e l’estensione dei filamenti branchiali apparendo visivamente molto più piumose, proprio per aumentare la superficie di scambio ed assorbire la maggior quantità possibile di O2.

A differenza della maggior parte dei processi fisiologici pare che la rigenerazione sia massima a basse temperature e diminuisca man mano che i valori aumentano.
Questa facoltà rigenerativa non comune a vertebrati di questo livello evolutivo è stata sicuramente uno degli aspetti maggiormente studiati da medici e biologi per le innumerevoli applicazioni che la scoperta di questo fenomeno potrebbe dare in campo scientifico. Tuttora però siamo ancora ben lontani dall' aver scoperto questo mistero della natura

Anfibi Italia