Indice Axolotl

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L’Axolotl raggiunge la maturità sessuale tra i sei e i diciotto mesi di età ; normalmente sviluppano prima i maschi e più tardivamente le femmine e la determinazione dei sessi non crea grandi difficoltà in quanto la femmina è più grande con ventre prominente e tondeggiante, mentre il maschio più piccolo e snello presenta il classico rigonfiamento cloacale nella parte ventrale.

La stagione degli accoppiamenti varia a seconda della temperatura ed è in genere tra la fine dell’inverno e l’inizio della primavera.
L’aumento della temperatura unito all’aumento del fotoperiodo determina l’entrata in estro dei riproduttori e il conseguente inizio dei corteggiamenti simili a quelli di tutti i caudati, culminante con la deposizione delle spermatofore sul fondo da parte del maschio e relativa ricezione dalla cloaca della femmina .
Per ottenere la riproduzione è dunque buona norma sottoporre i riproduttori ad un periodo di latenza a temperatura di 5-10 C° della durata di 6-8 settimane , durante questo lasso di tempo gli esemplari non vanno nutriti.
Nel periodo immediatamente precedente e successivo al letargo bisogna prestare particolare attenzione all’alimentazione che deve essere particolarmente abbondante e nutriente ed una supplementazione vitaminica può risultare molto utile.
Importante è anche abituare gradualmente gli esemplari a nutrirsi dopo il periodo di latenza senza eccedere troppo nelle dosi.
Tornando alla riproduzione, dopo la ricezione della spermatofora da parte della femmina si ha la fecondazione interna delle uova che verranno deposte alcuni giorni dopo in ammassi gelatinosi contenenti ogni uno dalle 50 alle 100 uova per un totale anche di 800 uova per una femmina adulta in buone condizioni.
La schiusa avviene in 30 giorni a 15-18 °C e le piccole larve giacciono per alcuni giorni immobili sul fondo fino al riassorbimento totale del sacco vitellino, unica fonte di nutrimento in questo periodo.

Foto di Frederique.


Foto di Frederique.

Da questo momento in poi bisogna nutrire quotidianamente le larve, che necessitano di grandi quantità di nutrimento per accrescersi.
Come primo alimento consiglio i naupli di artemia appena schiusi o i "microworms" (Panagrellus sp. ).
Man mano che le larve crescono si possono somministrare Enchytraeus bucholzi ,dei chironomus surgelati grattugiati, poi finemente tritati, infine interi ed anche artemie adulte, piccole dafnie ed Enchytraeus albidus.
Il passo successivo è quello del bigattino fino ad arrivare come nell’adulto ai lombrichi ed ai filetti di trota, naturalmente tagliati della misura più idonea.
A meno che non abbiate molto ma molto spazio, all’inizio le perdite saranno ingenti in quanto la competizione alimentare è alta ed il cannibalismo tutt’altro che infrequente.
Una volta raggiunti 3-4 cm, l’allevamento risulterà senza dubbio meno problematico anche se è sempre buona norma separare gli esemplari a seconda del grado di sviluppo.



ETOLOGIA :

L'Axolotl è un animale naturalmente timido e riservato, non gradisce ambienti troppo nudi e ricerca sempre la protezione di qualche oggetto, odia la luce troppo intensa e scatta con frenetiche nuotate se disturbato da rumori violenti.
Tuttavia col passare del tempo impara ad abituarsi alla presenza dell'uomo sino al punto di accettare direttamente il cibo dalle mani del padrone.
Questa attitudine al contatto con l'uomo si sviluppa in maniera inversamente proporzionale alla naturalezza dell'habitat offerto.
Esemplari tenuti in vaschette nude e poco spaziose tipo "fauna box" si adattano maggiormente e più rapidamente alla presenza dell'uomo mentre esemplari tipo i miei nati in vasche all'aperto e sistemati in acquari molto grandi tendono a rimanere più schivi.
La causa principale risiede nel fatto che gli esemplari del primo tipo imparano prima a collegare la presenza dell'uomo con il cibo mentre i secondi spesso non si accorgono nemmeno della mia presenza quando somministro il cibo e iniziano la loro ricerca esclusivamente guidati dall'olfatto.
Con questo non voglio sicuramente dire che sia meglio allevarli in un a boccia per stringere un rapporto più stretto, ma penso che sia preferibile un comportamento naturale anche se un pò più schivo…..in fondo vogliamo degli Axolotl, non dei pastori tedeschi!!!!!!
Io non condivido neppure l'abitudine diffusa di imboccare gli animali con le pinzette; se da una parte presenta il lato positivo di ridurre l'inquinamento dell'acqua diminuendo i tempi di permanenza del cibo, dall'altra fa perdere totalmente l'istinto predatorio e l'abilità nella ricerca del cibo.
L'aggressività è elevatissima nelle larve e nei giovani ma si riduce gradualmente col passare del tempo e l'aumentare della taglia; tuttavia il momento critico è sempre il pasto , infatti presi dalla frenesia alimentare diventano spesso aggressivi tra di loro.
Al di fuori di questi momenti i la convivenza tra i miei esemplari si è sempre dimostrata pacifica nonostante la notevole differenza di taglia tra alcuni esemplari.

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