Allevamento
VASCA :
Per allevare le xenopus si può utilizzare un semplice acquario preferibilmente però più sviluppato in lunghezza e larghezza piuttosto che in altezza.
Il livello effettivo di acqua , fondo escluso, deve aggirasi intorno ai 15-20 cm in modo da non affaticare troppo l'animale durante le emersioni per respirare.
Bisogna considerare un minimo di 25 litri effettivi di acqua per esemplare adulto, 50 sarebbero comunque meglio.
Io per l'allevamento dei giovani ho utilizzato vasche di circa 40x40x30h riempite per un 50% della capienza.
Per i riproduttori ho allestito un più ampio 100x100x60h sempre riempito per un 50%.
La vasca va sistemata distante da fonti di calore ausiliarie come i termosifoni, in quanto potrebbero riscaldare il serbatoio e aumentare l'escursione termica a cui normalmente la vasca va in contro durante la notte, quando i sistemi di riscaldamento si spengono.
E infatti importante mantenere la temperatura del serbatoio il più costante possibile poichè questi anfibi, più che al caldo o al freddo, sono estremamente sensibili agli sbalzi di temperatura.
Se particolarmente elevati possono addirittura causare shock e la conseguente morte.
Allo stesso modo l'acqua dei cambi deve avere la medesima temperatura della vasca.
ARREDAMENTO :
Come materiale per il fondale sconsiglio vivamente il ghiaietto siliceo a grana fine usato in acquariofilia in quanto può essere ingerito facilmente durante l'alimentazione e causare gravi danni intestinali; infatti le xenopus abitualmente rovistano il fondo con le zampe anteriori portando il cibo alla bocca.
Io uso della ghiaia di fiume arrotondata a grana grossa e faccio uno strato di almeno 10 cm per permettere la sedimentazione dei detriti e l'insediamento di colonie batteriche denitrificanti.
Unico neo negativo di un substrato di granulometria cosi elevata è che rende molto difficoltose le pulizie del fondo..
Come arredamento si possono usare legni di torbiera, rocce arrotondate e vasi di terra cotta.
Nonostante spesso sradichino le piante io consiglio molta vegetazione sia radicata (Anubias, Cyperus, Papirus) che sospesa (Egeria, Elodea densa) che galleggiante (Pistia stratiotes , Trapa natans )
Tutto ciò oltre a rendere la vasca molto più naturale aiuta le xenopus a vincere la naturale timidezza.
Nella vasca da allevamento dei neo-metamorfosati non utilizzo materiale sul fondo per facilitare la pulizia e la somministrazione di cibo minuto.
FILTRAGGIO :
Il filtraggio non è necessario ma bisogna, nel caso si decida di rinunciarvi, prepararci ad almeno 3 cambi totali la settimana, che poi possono scendere a due o salire a quattro in base a popolazione e temperatura.
Le xenopus sono anfibi voraci di grossa taglia che mangiano molto e di pari grado sporcano e inquinano parecchio l'acqua rilasciando grandi quantità di ammoniaca e prodotti azotati.
A dispetto degli ambienti naturali ( pozze di acqua stagnante piene di materiale in decomposizione) in acquario bisogna cercare di tenere la vasca il più possibile pulita mantenendo un carico biologico e batterico basso.
I principali responsabili delle patologie che affliggono le xenopus sono proprio due batteri gram negativi comunemente presenti in tutti i tipi di acqua cioè : Aeromonas e Pseudomonas .
Quando l'acqua è buona e non c'è troppo carico biologico questi batteri si mantengono su concentrazioni basse e non causano alcun problema ma, quando l'acqua tende a inquinarsi e i tassi di nitrati e ammoniaca salgono, la moltiplicazione dei patogeni viene facilitata raggiungendo la soglia critica.
A questo punto il sistema immunitario si trova a combattere con un numero via via crescente di patogeni per cui è sufficiente un piccole evento negativo come una ferita o un pò di stress, magari per i trasporto o per una riproduzione, per aprire un varco ad un' infezione.
La cosa più pericolosa è però data dal fatto che questi patogeni spianano la via ad altre infezioni ben più gravi, spesso con decorso estremamente veloce ed esito letale .
Io stesso molti anni fa mi portai a casa dopo un acquisto una patologia tuttora sconosciuta che mi decimò 15 xenopus in sette giorni senza nessun segnale premonitore.
Dunque bisogna seguire alcune regole fondamentali:
1) massima igiene e cambi regolari
2) comprare esemplari solo da personale qualificato e competente
3) eseguire sempre una quarantena prima di immettere nuovi esemplari nella vasca comunitaria
Tornando al filtraggio io ne faccio a meno nelle vasche piccole dove allevo gli esemplari neo-metamorfosati, anche perché inevitabilmente creerebbe troppa turbolenza mentre diventa a mio avviso necessario nella vasca grande dove tengo i riproduttori.
Come schema rimando a quello del documento Axolotl nella sezione filtraggio.
Il principio è lo stesso, bisogna solamente pulire più spesso il pre-filtro sostituendo la lana sintetica con maggiore frequenza.
Anche in questo caso il carbone attivo è un ottimo aiuto e va sostituito mensilmente; risulta utile far bollire il carbone per alcuni minuti prima di utilizzarlo in modo facilitare l'apertura dei pori assorbenti.
Molto importante e finalmente dimostrata da alcuni studi è la suplpementazione batterica che deve precedere l'immissione delle rane nella vasca di nuovo allestimento (alto dosaggio) per la colonizzazione del filtro e seguire ad ogni cambio dell'acqua o pulizia dl filtro ( medio dosaggio).
I batteri denitrificanti maggiormente utilizzati sono:
Nitrosomonas europea
Nitrobacter winogradskyi
Di recente introduzione sono anche alcuni batteri eterotrofi che contribuiscono alla digestione della materia organica e alla chiusura del ciclo dell'azoto :
Paracoccus denitrificans
Pseudomonas stuzerii
Oltre a mantenere la vasca più pulita e l'acqua più sana il loro impiego può diminuire la proliferazione di batteri patogeni e dunque prevenire l'insorgenza di malattie.
Il principio sul quale si basa questo prodotto è quello che regola un po' tutti gli ecosistemi: la competizione alimentare.
Infatti essendo la vasca colonizzata da differenti tipi di batteri "benefici e patogeni" tra i quali i primi specializzati nella decomposizione dell'organico, si viene a creare una specie di competizione alimentare e territoriale che ha come risultato finale la riduzione del numero dei patogeni per mancanza di risorse.
Naturalmente in vasche da accrescimento prive di fondo e filtro l'immissione di prodotti contenenti batteri sarebbe totalmente inutile.
Tornando alla preparazione della vasca, per limitare la turbolenza uso il medesimo sistema precedentemente descritto nella sezione Axolotl, ossia il tubo rigido forato per tutta la lunghezza e tappato ad una estremità ma con qualche accorgimento in più.
La linea laterale nelle xenopus raggiunge la sua massima espressione tanto da esaltare la primitività di questo anfibio.
Persino osservando un esemplare lateralmente è possibile scorgere la linea laterale che attraversa tutto il corpo.
Mediante questo organo, di vitale importanza nelle acque buie e sedimentose in cui vive, essa è in grado di percepire anche il minimo movimento che avviene attorno al suo corpo.
Da qui nasce l'esigenza di azzerare il flusso d'acqua in vasca, anche a costo di sacrificare la funzionalità del filtro.
Basta solo una lieve corrente per mandare in crisi questo delicato sistema, facendo letteralmente impazzire i recettori e creando un' altissima fonte di stress.
In casi estremi le rane tendono a gonfiarsi come palloni (da qui il nome malattia della Bolla) a causa dell'eccessivo siero che viene prodotto e che tende ad accumularsi sotto la pelle.
Fortemente debilitate divengono poi facile preda di altre patologie.
Come prima cosa ho posizionato il tubo forato a circa 30 cm dalla superficie dell'acqua, in modo che il velo d'acqua cadendo lungo le pareti verticali della vasca diminuisca ancora il suo flusso.
Secondariamente ho acquistato una pompa con potenza variabile manualmente in modo da poterla settare in base alle effettive necessità.
Una fitta vegetazione e tronchi emergenti hanno completato l'opera rendendo impercettibile il movimento dell'acqua.
CHIMICA E TEMPERATURA :
La temperatura ottimale è di circa 20-22 C° con al massimo 1C° di escursione tra giorno e notte.
Comunque come già detto il grado di tolleranza è altissimo 8-30 C°
Basti pensare che le mie a 13 C° scarsi di giorno mangiavano ancora anche se con frequenza nettamente minore tra un pasto e l'atro.
I valori chimici quali durezza pH e kH non hanno grande importanza anche se prediligono acque piuttosto dure con abbondanza di sali carbonatici disciolti .
Importante totale assenza di nitriti e nitrati contenuti.
Per quanto riguarda la presenza di cloro o peggio clorammine, va detto che le xenopus sono sensibilissime a tali sostanze, che possono creare seri problemi alla loro sottile epidermide.
Come regola faccio riposare l'acqua in apposite botti aperte da circa 200 l per una settimana prima di utilizzarla e comunque utilizzo un biocondizionatore di qualità ad ogni cambio, nella dose appropriata.
Premetto che l'acqua del mio acquedotto viene trattata con ipo-clorito di sodio al 15% in modo da ottenere una soluzione contenente 0,15 mg/litro di tale sostanza.
Questa forma chimica di cloro è altamente volatile e viene eliminato bene con il suddetto metodo.
Il biocondizzionatore potrebbe anche essere superfluo in questo caso ma io lo uso sempre a scopo di legare i metalli pesanti e rende comunque l'acqua meno aggressiva.
Un ottima alternativa qualora l'acqua dell'acquedotto non abbia dei buoni requisiti (presenza di clorammina, nitrati alti, piombo, rame o ferro in eccesso) è l' OSMOSI INVERSA che, oltre eliminare ogni traccia di inquinanti sia organici che inorganici, restituisce un acqua anche biologicamente pura.
Unico neo è la necessaria supplementazione di sali per ristabilire valori di durezza carbonatica accettabili, il che rende questa operazione alla lunga costosa.
E' buona norma analizzare periodicamente l'acqua del vostro acquedotto prima di utilizzarla.
ULTRAVIOLETTI :
Nell'allevamento delle xenopus le lampade U.V.B. possono essere usate con due finalità differenti :
1) COME LUCE neon posto ad una adeguata distanza dalla superficie dell'acqua (max 30cm) e di ridotta intensità = serve per facilitare l'assorbimento e la fissazione del calcio nelle ossa tramite la vit. D.
2) COME STERILIZZATORE AD ULTRAVIOLETTI : Io utilizzo questo metodo che consiste nel collegare una pompa nell'ultimo scomparto del filtro ad un tubo che porta l'acqua pulita in uscita dal filtro allo sterilizzatore U.V. ,che non è altro che un tubo vuoto dove scorre lentamente l'acqua esposta ad una lampada U.V. a medio-alta intensità, dopo il passaggio un secondo tubo riporta l'acqua nella vasca, in una zona preferibilmente lontana da quella di pescaggio.
Questo sistema permette di abbassare notevolmente il numero di patogeni in acqua e dunque prevenire l'insorgenza di malattie.
Bisogna fare attenzione però a calibrare accuratamente potenza della lampada con quantità di acqua da trattare e velocità di passaggio dell'acqua per mezzo della pompa centrifuga.
Una eccessiva sterilizzazione produce un ambiente asettico non certo congeniale nemmeno all'impianto dei batteri benefici e può alterare la chimica dell'acqua.
Un passaggio troppo veloce dell'acqua o una lampada non abbastanza potente per il litraggio da trattare rende inefficace la sterilizzazione.
La lampada U.V. va sempre spenta durante la supplementazione di batteri nitrificanti per almeno 24-48 ore.