Cura delle uova e dei girini :

Le uova vanno mantenute possibilmente nella stessa vasca usata per la riproduzione che deve presentare i seguenti requisiti :
- una capacità di almeno un'ottantina di litri
- non deve avere ghiaia sul fondo
- deve essere provvista di pietra porosa a lenta erogazione
- non deve possedere un filtro che inevitabilmente risucchierebbe le larve ed il relativo alimento.
A questo punto la qualità dell'acqua è fondamentale per cui risulta necessario effettuare almeno a giorni alterni cambi del 25% max del volume totale, in modo da non stressare troppo le larve.
Solo in vasche da 300-500 litri i cambi possono essere ridotti drasticamente al 20 % ogni 15 giorni.
Il cloro deve essere totalmente assente e sono necessarie buone quantità di sali disciolti per garantire un corretto sviluppo dei girini.

Essenziale mantenere nitrati bassi e nitriti assenti
In caso di dubbi sulla qualità dell'acqua dell'acquedotto, a questo stadio utilizzare esclusivamente acqua di osmosi con aggiunta di sali.
La segmentazione è molto veloce e le uova liberano le larve mediamente in due, tre giorni.
A questo punto risulterà facile individuare le uova infeconde che dovranno essere eliminate tramite una pipetta con beccuccio lungo e fine.
Le larve minuscole e immobili restano attaccate (mediante una secrezione collosa prodotta dal capo) al substrato per alcuni giorni.
Col passare del tempo il loro corpo inizia a prendere forma e il capo si separa nettamente dal tronco; in questo periodo le larve ancora molto statiche accennano solo qualche tentativo di nuoto specialmente quando infastidite o da un rumore o da una luce improvvisa e non devono essere alimentate in quanto stanno utilizzando il nutrimento contenuto nel sacco vitellino.
Le larve andranno nutrite solo quando nuotano liberamente e l'apparato filtratore sarà in grado di procurare loro l'alimento (circa 10 giorni dopo la nascita).


Il cibo di base può essere costituito da ortica in polvere che può essere acquistata in erboristeria o preparata artigianalmente sbollentando uno stelo di ortica per pochi minuti e riducendolo successivamente in poltiglia tramite un frullatore. Naturalmente il pastone così ottenuto va suddiviso in piccole porzioni e conservato nel surgelatore.
Personalmente utilizzo il seguente metodo : metto alcune foglie liofilizzate di ortica in un frantoio per il pesto assieme ad un pizzico di multivitaminico + calcio ed un pizzico di mangime apposta per girini + un pizzico di cibo per dafnie e riduco il tutto in finissima polvere.
A questo punto metto l’insieme in un bicchiere con un po' di acqua per circa 15 minuti, in modo da idratare il pastone e lo somministro lentamente, facendo cadere la soluzione sopra la pietra porosa per facilitarne la diffusione nella vasca.
Per evitare troppa dispersione di cibo sul fondo è possibile sistemare l'alimento in apposite calze per il carbone, e sistemare il tutto sospeso nella vasca.
I girini vanno nutriti i questo modo 2 - 3 volte la settimana, solo quando l'acqua è tornata perfettamente limpida.
Gli eventuali avanzi di cibo ammuffito depositati sul fondo vanno rimossi periodicamente.
Altre varianti possono essere date da fito-plancton in polvere per dafnie e artemie, piccole quantità di tuorlo d'uovo e latte in polvere ( attenzione però a dosare scrupolosamente questi ultimi due alimenti in quanto il loro potere inquinante è altissimo e se somministrati in eccesso possono ostruire l'organo filtratore e le branchie delle larve provocandone la morte per asfissia)

Qualcuno utilizza anche altri vegetali, come la lattuga, sbollentati e poi tritati; da evitare gli spinaci in quanto possono causare problemi renali.
I girini impiegano da 1 a oltre 3 mesi per metamorfosare in funzione della temperatura, della qualità dell'acqua e dell'apporto di cibo.
Carenze gravi di calcio, magnesio e iodio possono inibire lo sviluppo e bloccare la metamorfosi.
Se la temperatura è troppo bassa la crescita viene quasi interrotta (adattamento evolutivo mirato a far metamorfosare i giovani nel periodo caldo, quando le risorse alimentari sono numerose)
Per un buono sviluppo dei girini si consiglia una temperatura di circa 24 °C.
Importante è anche ridurre il livello dell'acqua a circa 4 cm quando i girini iniziano a riassorbire la coda ed a passare ad una respirazione aerea; visto che ci saranno inevitabilmente vari stadi di sviluppo nella stessa vasca, conviene togliere i girini in corso di metamorfosi e metterli in vaschette chiuse con il livello dell'acqua richiesto.
Il numero di uova non fecondate è generalmente abbastanza alto ed anche la mortalità tra i girini rimane elevata. Nonostante ciò, dato il numero elevatissimo di uova, in laboratorio è possibile portare a metamorfosi un numero ingente di rane.
Le uova infeconde ed il numero di girini malformati aumenta progressivamente con l'aumentare dell'età dei riproduttori.
APPARATO ALIMENTARE LARVALE A CONFRONTO :
Uno studio recente molto interessante ha messo a confronto l'apparato filtratore evoluto nei grossi girini di Xenopus laevis con la bocca protrattile, prettamente predatoria, evoluta nei piccoli girini del cugino africano nano delle xenopus: l' Hymenochirus boettgeri.
Questa spiccata differenza alimentare che fa diventare quest'ultimo un vero e proprio girino predatore con alimentazione essenzialmente carnivora, non è altro che un adattamento evolutivo atto a massimizzare la resa alimentare ( resa = profitto in termini calorici ricavato dalla caccia - dispendio calorico necessario per cacciare una data preda).
Un apparato filtratore per setacciare l'acqua ed estrarre il cibo (zoo e fito-plancton, materia organica di origine vegetale, alghe) deve vincere una certa resistenza causata dalla viscosità del mezzo liquido per cui necessariamente deve essere supportato da girini di grosse dimensioni in modo da offrire una resa positiva.
Al contrario per girini di piccole dimensioni, non in grado di vincere la resistenza opposta dall'acqua , risulta conveniente cacciare attivamente la preda in questo caso costituita da piccoli crostacei e avannotti di pesci.
Il metodo è molto simile a quello di molti urodeli nei quali la preda viene letteralmente risucchiata in bocca dalla depressione provocata dall'improvviso abbassamento della mandibola, seguito dall' estroflessione della bocca tubiforme.
Una volta ingoiata la preda l'acqua fuoriesce lateralmente dalle fessure branchiali.