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Xenopus laevis


GENERALITA' :


Gli Xenopus sono anfibi appartenenti alla famiglia delle Pipidae, all'ordine degli Anuri,
al genere Xenopus alla specie
amieti
andrei
borealis
boumbaensis
clivii
fraseri
gilli
laevis
largeni
longipes
muelleri
pygmaeus
ruwenzoriensis
vestitus
wittei

In senso più ampio la famiglia delle Pipidae comprende i seguenti generi:

- Hymenochirus specie
boettgeri
boulengeri
curtipes
feae

- Pseudhymenochirus specie merlini

- Silurana specie
epitropicalis
tropicalis

- Pipa specie
arrabali
aspera
carvalhoi
myersi
parva
pipa
snethlageae

Nativi dell'Africa ora sono diventate specie endemiche della California, dell'Arizona e ultimamente pare anche della Florida.
A quanto pare i colpevoli della loro introduzione negli ambienti selvatici sono proprio le ditte e i laboratori farmaceutici che per decenni li hanno utilizzati come strumento di base per la ricerca.
Le Xenopus infatti sono stati i primi animali ad essere usati come test di gravidanza, essere mandati sulla luna e clonati….ultimamente sono persino stati modificati geneticamente per studiare l'occhio con una particolare proteina che rende l'animale praticamente fluorescente….mi fermo qui perché la lista in campo di applicazioni scientifiche è veramente lunga!
Una volta liberate hanno trovato condizioni favorevoli e pochi competitori, specialmente tra gli anfibi, in grado di limitare il loro sviluppo demografico per cui in breve tempo sono state in grado di imporsi sulle specie autoctone ( principalmente Rana leopardo).
Le Xenopus sono tra gli anfibi maggiormente adattabili riescono a sopravvivere a temperature inferiori agli 8 °C, cadendo in uno stato di semi ibernazione e superiori ai 30 °C riuscendo persino ad estivare nel fango qualora il bacino sia soggetto a prosciugamento.
Si alimentano di tutto ( pesci ,invertebrati, piccoli anfibi, insetti e occasionalmente anche piccoli animali) riuscendo ad estendere la propria dieta anche alle carogne, cosa non certo comune nel mondo degli Anuri.
La taglia varia dai 6-8 cm dei maschi agli oltre 12 delle Femmine…naturalmente zampe escluse!
Sono animali prettamente acquatici e lo dimostra il loro corpo tozzo ma idrodinamico provvisto di ampie zampe palmate posteriori dotate di unghie affilate e di una potentissima muscolatura.
La pelle estremamente liscia e viscida garantisce il minimo attrito in acqua e una ottima difesa contro i predatori.
Le zampe anteriori sono piccole con dita filiformi con funzione prettamente sensoriale anche se vengono utilizzate anche per spingere il cibo in gola, visto che queste rane sono prive di lingua.
Gli occhi piccoli, non hanno molta importanza nel loro habitat naturale, sono posizionati dorsalmente sul capo rivolti verso l'alto .
Per la ricerca del cibo il senso più utilizzato è senza dubbio l'olfatto seguito dal tatto,ma la vista ha importanti funzioni antipredatorie. Anche un minimo movimento o un ombra sopra il loro capo viene infatti percepito istantaneamente provocando la fuga dell'animale, in quanto i principali predatori vengono proprio dall'alto e sono gli uccelli.
Altra arma di difesa, anche se a pare mio quasi del tutto inefficace, è l'odore simile a pesce…che dovrebbe almeno teoricamente scoraggiare alcuni predatori.
L'epidermide estremamente lubrificata produce un muco con importantissime funzioni antibatteriche essenziali in un habitat come quello naturale, dove spesso la materia organica in decomposizione crea un ambiente ostile nel quale i patogeni possono diffondersi rapidamente.
La cute estremamente permeabile è capace di assorbire piccole percentuali di ossigeno dall'acqua, quando c'è, ed eliminare discrete percentuali di anidride carbonica.
L'organo respiratorio per eccellenza rimane naturalmente il polmone sacciforme estremamente sviluppato, in modo da garantire una buona autonomia durante le immersioni e ridurre la necessità di frequenti emersioni per rifornirsi di aria… momento maggiormente a rischio di predazione.
Nonostante siano in grado di spostarsi sulla terraferma lo fanno raramente e solo se costrette principalmente nelle serate piovose proprio per il fatto che un epidermide tanto permeabile è estremamente suscettibile alla disidratazione, e in ambiente secco sopravvivono fuori dall'acqua al massimo per un paio di ore.

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